29 ottobre 2019

Machiavelli e l'asintoto

4 marzo 2018: M5S 32,68% (Camera)
26 maggio 2019 M5S 17,07% (Europee)
27 ottobre  2019 M5S  7,41% (Umbria)
28 ottobre 2019 si dimette la Sindaca 5 stelle di Imola,
eletta appena un anno prima.
Spesso i commentatori, soprattutto nei primi 8 anni di
vita del Movimento 5 Stelle, hanno dipinto i vertici grillini 
come machiavellici e consumati interpreti delle pulsioni
della nostra società. Forse nell'avvicinarsi, ineluttabilmente, 
della loro scomparsa dalla scena politica, sarebbe più utile il
paragone con il comportamento bizzarro di certe funzioni
matematiche di una variabile, come sen(1/x) che, per
valori di x  tendenti allo zero, letteralmente "impazzisce". 


20 febbraio 2018

Leggere

Pulvis et umbra e 7-7-2007 di Antonio Manzini,

14 febbraio 2018

Deputatu cinc'anni minchiuni sempre


Gli amici di Siculamente hanno tolto dal catalogo la maglietta "Deputatu cinc'anni minchiuni sempre".
Peccato.
Forse in questi giorni sarebbe opportuna un'edizione speciale.

4 dicembre 2016

Centralità

La Sicilia, un'isola al centro del Mediterraneo. Una regione che sembrerebbe anche al centro della vita politica italiana, con i due maggiori partiti italiani che quest'estate hanno fatto entrambe le feste nazionali uno a Palermo e l'altro a Catania (sì, va bene uno non si definisce partito, ma poco cambia). Presidenza della Repubblica, Presidenza del Senato, Ministero dell'Interno, tutte cariche detenute da siciliani. E poi, giorni passati a dibattere per la centesima volta di un inutile ponte. Forse proprio il ritorno del Ponte sullo Stretto fornisce la chiave giusta. La Sicilia, è marginale nella politica italiana, la sua centralità è solo apparenza, è fatta della stessa materia di un ponte inesistente (che è bene resti tale).

Andata e Ritorno

A casa mia, da bambino, mia madre ci faceva una pizza alta, soffice e spugnosa. Poca meraviglia, quindi, se venuto il mio turno di cuoco/pizzaiolo, anche io la preparavo alla stessa maniera. Salvo che, dopo qualche anno, in famiglia mi hanno fatto capire che la pizza dovevo farla sottile e croccante, anzi, molto sottile. Di necessità virtù, mi sono adattato. Da qualche mese però, merito di una pizzeria vicino casa  che propone sapori un po' più autentici, la pizza sono tornati a chiedermela di nuovo alta, soffice e spugnosa. Insomma siamo tornati al punto di partenza.
Ecco, questa storiella mi ricorda tanto, il dibattito e le scelte fatte su autonomie locali, regionalismo, federalismo e Titolo V della Costituzione.

26 dicembre 2013

Il vincitore di Waterloo


Il Comune di Bologna ha messo in vendita Villa Aldini.
La villa venne fatta costruire da Antonio Aldini, ministro di Napoleone, fra il 1811 ed il 1816. Si racconta che l'imperatore francese, in visita a Bologna nel 1805, recatosi sul Colle dell'Osservanza per ammirare il panorama, dicesse che quello era il luogo perfetto per una villa. Aldini, per ingraziarselo, acquistò il terreno su cui sorgeva l'antica chiesa romanica della Madonna del Monte e fece progettare la villa. 
Che un sindaco erede di una lunga tradizione di sinistra, prima,  poi di centro-sinistra, come Merola, venda (svenda) ai privati un bell'esempio di architettura neoclassica in una posizione definita "superba" da Napoleone potrebbe sembrare in contrasto con i riferimenti culturali di questa parte politica, basti pensare al Codice Napoleonico e agli altri codici ad esso seguiti. Ma forse non è così. Per molti di coloro che vi hanno militato per anni, per decenni, il PCI (così come i suoi derivati successivi) non era che un'altra chiesa, del tutto simile alla Chiesa e a cui ci si è sforzati di assomigliare fino all'assurdo risultato, sancito con le primarie dell'8 dicembre che hanno incoronato Renzi, di andare a sostituire quel partito, la Democrazia Cristiana, che di tale Chiesa in Italia era l'emblema. 
Merola e tanti dalla sua parte, forse nemmeno lo sospettano ma, per loro, sicuramente, Waterloo è stata una vittoria.

11 novembre 2013

Geologia e poltrone

Ricordo bene come  15 anni fa, in una seduta di Commissione, l'assessore regionale al Territorio e all'Ambiente stroncasse il funzionario responsabile del settore geologico (lo è ancora) per aver riportato il dato che in una sola regione della Germania lavorassero, nell'istituzione pubblica, un numero di geologi superiore a quelli impiegati presso l'intero Stato italiano.
Da allora nulla è cambiato, per verificarlo è sufficiente visitare il sito del Consiglio nazionale dei geologi, dove si possono leggere notizie di questo tenore:
Basti pensare che in Italia abbiamo regioni dove sono solo 8 i geologi impiegati negli enti pubblici mentre in Finlandia ci sono ben 8 nuovi posti di lavoro nuovi, ogni anno, per ogni nuovo geologo laureato ma anche nella stessa Germania, dove i geologi sono 21.000, ogni anno vengono creati circa 400 nuovi posti di lavoro per i geologi. In Europa ogni anno abbiamo circa 9.000 nuovi posti di lavoro mentre i neolaureati sono 8000.
L'assessore sosteneva, in soldoni, che un tale numero di geologi in Italia avrebbe finito, semplicemente,  per "riscaldare la poltrona"; era quindi preferibile utilizzare di volta in volta quelli strettamente necessari.
Ora, basterebbe il mero elenco delle cosiddette catastrofi naturali per dimostrare la miopia di quell'assessore e di intere classi politiche.
Mi piace pensare che nella mente di quel funzionario oggi sarà passato il pensiero che sì, forse, schiere  di geologi avrebbero potuto scaldare le poltrone, mentre  è certo che lo abbiano fatto intere legioni di consiglieri regionali, in ciò affaccendati, tra un  peculato e l'altro.

6 novembre 2013

Farà piacere avere ragione, dopo 15 anni

Oggi, che quasi mi vergogno a dire di lavorare nelle strutture speciali di un Consiglio regionale che fa notizia per la bassa lega dei suoi consiglieri, posso leggere che 15 anni fa ero dalla parte giusta e collaboravo con una persona onesta.
Rasmi, il compagno che sbagliò pur avendo ragione
Questa è la storia, se volete un risarcimento politico, del consigliere regionale di Rifondazione Carlo Rasmi, il compagno che sbagliò pur avendo ragione. Stiamo parlando degli anni ‘90, il 1998 per la precisione, quando il tema degli sprechi e dei costi della politica non erano all’ordine del giorno e nessuno sapeva nemmeno che esistesse la spending review. Anzi, c’era lo spending e basta. Sentite  un po’ cosa racconta oggi Rasmi ormai lontano dalla politica, nella testimonianza raccolta dal collega Beppe Persichella.  «In quegli anni – dice Rasmi – per ottenere un rimborso era sufficiente una auto dichiarazione con l’ammontare della spesa da consegnare poi alla ragioneria della Regione. A me, che non avevo spese, il gruppo del Prc chiese di fornirne una fittizia, in modo da poter poi girare i soldi al partito. Parliamo di diversi milioni delle vecchie lire. Io mi rifiutai».Come andò a finire? Il compagno Rasmi fece anche lo sciopero della fame per protesta, si guadagnò la fama di rompiballe  e venne isolato politicamente. Una volta dimenticato il consiglio regionale continuò come niente fosse. Qual è la morale? Ditelo voi
http://chiarini.blogautore.repubblica.it/2013/11/06/rasmi-il-compagno-che-sbaglio-pur-avendo-ragione